Ultima modifica: 19 Marzo 2018

La scuola dell’Infanzia compie gli anni!

La Scuola dell’infanzia statale a Travagliato c’è da pochi anni eppure ha una grande storia nazionale: il 18 marzo 1968 fu infatti promulgata la legge 444 che istituì quella che allora si chiamava Scuola materna statale. Anche nel nostro plesso si è ricordato questo importante compleanno ed è prevista anche l’organizzazione di un futuro evento pubblico sul tema per celebrare la storia di questo ordine di istruzione che ha rivoluzionato la vita delle famiglie e per riflettere sulla sua evoluzione, sui suoi punti di forza e su ciò che va migliorato e potenziato.

L’approvazione della legge 444 ha rappresentato un momento rilevante della storia della scuola italiana e ha gettato le basi per un sistema educativo rivolto all’infanzia, sempre più generalizzato, di qualità, caratterizzato dal pluralismo delle idee pedagogiche e da azioni concrete. La progressiva diffusione della scuola dei 3-6 anni ha consentito di raggiungere tutte le località del nostro Paese e di garantire un’offerta formativa ad oltre il 95% delle bambine e dei bambini di età tra 3 e 6 anni.

“La storia della Scuola dell’infanzia degli ultimi 50 anni si è intrecciata con l’evoluzione dei diritti e con l’ampliamento della partecipazione di donne e uomini alla vita sociale e civile del nostro Paese – sottolinea la Ministra Valeria Fedeli –. In particolare, la presenza diffusa e generalizzata di strutture educative per i bambini da 3 a 6 anni, cui si è affiancata nel 1971 l’istituzione dei nidi d’infanzia per i bambini fino a 3 anni, ha consentito alle madri e ai padri di conciliare sempre di più i tempi di vita, di cura e di lavoro contribuendo così all’emancipazione e alla parità di diritti e condizioni esistenziali, soprattutto per le donne. Questo processo – prosegue la Ministra – che vuole superare gli stereotipi di genere è tuttora in atto e trova nello sviluppo di un sistema educativo pubblico e integrato una delle condizioni affinché il superamento diventi realtà concreta. Ecco perché la Scuola dell’infanzia italiana gode della fiducia della comunità nazionale ed è impegnata a qualificare ulteriormente la sua presenza, facendo tesoro della propria storia, delle proprie sperimentazioni, dei propri punti di eccellenza, per affrontare le nuove sfide educative poste dalla società contemporanea. Ecco perché – continua – è giusto ricostruire questa bella storia, non per un mero intento celebrativo, ma per salvaguardare un prezioso patrimonio della nostra comunità nazionale e migliorarlo per renderlo più in linea con i tempi che viviamo. E per proseguire su questa strada attuando rapidamente le novità proposte dalla legge 107 che finalmente porta i servizi per l’infanzia dalla dimensione assistenziale a pieno titolo nella sfera educativa. Con le risorse stanziate si potranno potenziare i servizi offerti alle famiglie e abbassare i costi sostenuti dai genitori”.

Una storia lunga quella della Scuola dell’infanzia statale, che nel primo anno di attività accolse già oltre 89mila bambine e bambini (pari al 5,7% della popolazione scolastica complessiva delle allora scuole materne, sia statali che non statali) e dieci anni dopo la sua istituzione, nell’anno scolastico 1979-1980 contava oltre 725mila bambine e bambini, il 38,1% del totale delle alunne e degli alunni delle Scuole dell’infanzia sia statali che non. Ma è il 1987-1988 l’anno della svolta per la Scuola dell’infanzia statale, quando avviene il sorpasso, in termini di alunne e alunni e di docenti, degli istituti statali su quelli non statali: le bambine e i bambini iscritti alla scuola statale arrivano infatti a quota 804.927 (il 50,7% del totale) e arrivano a 65.406 (il 59,7% del totale del corpo docente) le insegnanti e gli insegnanti in ruolo. In quello stesso anno scolastico si raggiunge un altro importante risultato: il rapporto alunni/insegnanti si dimezza, passando da 25,9 bambini per insegnante del 1969-1970 a 12 bambini per insegnante.